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lunedì 12 settembre 2016

Cos'è la Digital Detox

La Disintossicazione Digitale (Digital Detox) è un tema molto discusso che tratta dell'astensione o più in generale dell'autolimitazione nell'utilizzo dei dispositivi elettronici sempre collegati ad Internet, come smartphone, tablet e computer .

La motivazione a "disintossicarsi" può essere differente ma sempre più persone scelgono di frequentare locali "no wifi, zero connections", fare vacanze in posti dove non ci sia l'accesso ad Internet, costringere i propri ospiti a spegnere o depositare gli smartphone dentro dei Detox Box durante le feste e le riunioni familiari.

L'argomento è attualissimo ma già esistono pubblicazioni, blog e libri con dei suggerimenti/accorgimenti (best practices) per concedersi l'opportunità di ridurre lo stress e recuperare una maggiore interazione sociale nel mondo fisico.

La Digital Detox serve come reazione al sovraccarico di informazioni (Infobesità) che ci bombarda continuamente. E' più produttivo e soddisfacente concentrarsi sulla qualità e l'approfondimento piuttosto che sulla quantità delle informazioni che subiamo passivamente e che per forza di cose rimane superficiale.

Regolamentarsi nell'uso dei device mobili (Electronic Rehab), significa avere una maggiore consapevolezza dello scopo delle tecnologie stesse, ridurre l'ansia, dovuta a F.O.M.O. e Nomofobia, e migliorare l'approccio verso l'ambiente circostante orientandosi verso le persone reali.


Digital Detox Area


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giovedì 8 settembre 2016

Dipendenza da smartphone, non solo disturbi per il fisico ma anche benefici

Infobesità, Nomofobia, FOMO, Workaholism, tutte problematiche strettamente collegate all'uso eccessivo degli smartphone ed alla dipendenza dall'essere sempre Online.

Ne consegue un sovraccarico di stress, ansia, disturbi, stanchezza psichica e somatizzazioni con vere e proprie ripercussioni fisiche, che si vanno ad aggiungere alla sedentarietà, alla postura sbagliata ed ai disturbi alla vista dovuti al prolungato utilizzo di Smartphone/Tablet/PC.

Ci sono però anche aspetti positivi che derivano dall'utilizzo sempre più frequente delle APP per il controllo della forma fisica, la corretta alimentazione e l'allenamento.  
Una APP non può fare miracoli ma sicuramente può stimolare ad essere fisicamente più attivi, incoraggiare a condurre una vita più sana, aiutare ad avere un'alimentazione più corretta, aumentare la consapevolezza di ciò che si sta facendo a medio e lungo termine.

Le funzionalità implementate dalle APP sono di 3 tipologie:

  • Health
    • monitoraggio frequenza cardiaca (cardiofrequenzimetro)
    • monitoraggio pressione arteriosa, 
    • misurazione febbre;
  • Diet and Wellness
    • diete, 
    • gestione piani di dimagrimento, 
    • valori nutrizionali,
    • calcolo delle calorie, 
    • calcolo della massa grassa, 
    • calcolo dell' Indice di Massa Corporea (IMC o BMI, acronimo inglese di Body Mass Index),
    • monitoraggio andamento del sonno;
  • Sport and Fitness
    • proposizione e gestione piani di allenamento,
    • gestione obiettivi,
    • memorizzazione allenamenti effettuati e caratteristiche degli stessi (durata, distanza, velocità media e max, medie parziali, calorie bruciate, variazioni altimetriche, ecc. ),
    • tracking percorsi di allenamento con GPS,
    • proposizione e condivisione percorsi con altri utenti,
    • condivisione allenamenti con altri utenti,
    • confronti e sfide con altri utenti,
    • statistiche allenamenti (report e grafici).



Di seguito alcune delle APP più conosciute divise per tipologia.

Health

  • Sleep as Android
  • Sleep Better
  • Sleepbot
  • Termometro Misura Febbre
  • Battito Frequenza Cardiaca Plus
  • Instant Heart rate
  • Cardiografo – Cardiograph


Diet and Wellness

  • MyFitnessPal
  • Melarossa
  • Lifesum
  • Contacalorie di FatSecret
  • IFood


Sport and Fitness

  • Runtastic
  • Endomondo
  • Google FIT
  • Workout Trainer
  • Run Keeper



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giovedì 25 agosto 2016

Workaholism: nell'era digitale il troppo lavoro diventa una dipendenza

Con la definizione americana Workaholism si identifica la sindrome da dipendenza dal lavoro.

Nell'era digitale always on che stiamo vivendo questa problematica è sempre più frequente e può arrivare ad essere una vera e propria patologia.
Per determinate tipologie di mestieri, essendo ormai sempre connessi con smartphone e tablet, è semplice continuare a lavorare anche quando non si è nel posto ed in orario di lavoro o si è addirittura in vacanza, pertanto è più difficile riuscire effettivamente a "staccare la spina".


Quali sono i sintomi del workaholism ?

  • Tendenza ossessiva a pensare al lavoro
  • Preoccupazione continua nel ripensare al lavoro svolto in passato
  • Ansia pensando al lavoro che si dovrà svolgere in futuro
  • Nervosismo ed impulsività generale in tutte le situazioni
  • Impazienza 
  • Compulsività nella consultazione degli strumenti che afferiscono al lavoro (Email, Internet, documenti su PC o in Cloud)

Da una vita troppo lavoro-centrica ne possono conseguire disturbi fisici dovuti a:
  • Stress fisico e mentale
  • Somatizzazione 
  • Insonnia
  • Disordine alimentare (pasti veloci o addirittura saltati, trash food, alcool, caffeina, ecc. )
  • Sedentarietà
  • Utilizzo di medicinali di supporto.

Cause

  • Necessità di lavorare di più a causa di difficoltà economiche
  • Paura di perdere il lavoro
  • Forte desiderio di fare carriera e raggiungere la posizione desiderata
  • Eccessiva ambizione di successo, potere e soldi
  • Organizzazione del lavoro non efficiente
  • Mancanza di soddisfazioni in ambito non lavorativo.


Conseguenze

Oltre ai problemi sulla salute, ci sono ripercussioni anche nei rapporti sociali in ambito privato oltre che lavorativo.
Per un individuo workaholic è inevitabile un progressivo distacco dalla famiglia ed anche nel contesto lavorativo possono determinarsi situazioni negative nel relazionarsi con gli altri.
Il disordine introdotto da un comportamento non lucido ed anche ad un controllo eccessivo su colleghi e collaboratori sono aspetti controproducenti.
Il clima sul posto di lavoro ne può risentire negativamente a causa della pressione che il soggetto, soprattutto se ha delle responsabilità di management, esercita sugli altri pretendendo lo stesso impegno continuativo: le persone diventano solo risorse, strumenti utili al raggiungimento degli obiettivi lavorativi.

Il lavorare senza sosta in modo compulsivo è una patologia psicologica che può essere assimilata alla dipendenza dal gioco d’azzardo, oltretutto è facile caderci perché non viene vissuta dal soggetto come un vizio da condannare ma anzi viene giustificata diventando un vanto per la propria coscienza.


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venerdì 5 agosto 2016

F.O.M.O: la paura di perdersi qualcosa online

L'acronimo FOMO indica Fear Of Missing Out e cioè l'ansia che spinge molte persone a consultare continuamente i Social Network per paura di perderci qualcosa.

Direttamente collegata anche alla Nomofobia (paura di rimanere disconnessi), la FOMO è una vera e propria patologia psicologica che incide nei comportamenti della gente molto più di quello che sembra. Nelle forme più pervasive è sintomo e nel contempo causa di insoddisfazione e solitudine.

Una persona che soffre di nomofobia ha una paura sproporzionata di rimanere disconnesso dalla rete mobile e/o di non disporre dello smartphone, pertanto controlla spesso lo stato della batteria e se nella zona in cui si trova c'è campo.  
Chi soffre di FOMO invece consulta di continuo Facebook, Whatsapp, Instagram, G+, Twitter, ecc. con il timore di perdere il controllo sulle cose scorrono online e quindi l'ansia di restare emarginati, di restare indietro rispetto agli altri. 

In entrambi i casi si vive in una costante apprensione e si è pericolosamente distratti rispetto al contesto reale. La voglia di rimanere al passo con gli ultimi post è così intensa da far trascurare anche la sicurezza personale, ad esempio è facile trovare persone che navigano sui Social Network mentre si guida.



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sabato 11 aprile 2015

Una giornata senza Smartphone

La mano che con un riflesso quasi compulsivo va a cercare nella tasca. L'impossibilità di poter fotografare per condividere su Facebook o Whatsapp. La mancanza di Shazam, con il rimpianto di non poter conoscere il titolo di una canzone ascoltata per caso al bar. Il dubbio fino all'ultimo minuto di essere andato ad un appuntamento a vuoto per non averne potuto leggere la conferma. Il timore di aver sbagliato luogo senza poterlo controllare con Google Maps. L'insicurezza data dal non poter verificare gli orari della palestra anche se ricordavo benissimo che il sabato fosse aperta 9-18. L'ansietta di non poter conoscere subito il risultato di una partita.

Soprattutto il cambio improvviso di prospettiva: il mondo tornato ad essere quello che circonda e non quello virtuale contenuto nel dispositivo digitale.
Una leggera sensazione di vuoto ma anche di un dejà vu continuo nel rivivere una situazione già provata tanto tempo fa, quella di essere scollegati dalla rete, di essere soli con il mondo attorno.

Tutto ciò perché ieri sera ho dimenticato lo smartphone in un pub ed ha dovuto aspettare le 18 di oggi per poterlo recuperare.

È l'approccio che cambia totalmente, l'abitudine di vivere il reale pensando al virtuale ha in questi anni preso il sopravvento. È difficile valutare quanto sia così, fino a quando non si ritorna offline per cause non volute.

L'opportunità è stata quella di rifare parte dell'ambiente circostante, di tornare a percepire luoghi, persone e cose per quello che sono e non in relazione al mondo social.

Contrariamente a quanto avevo letto sulla nomofobia e sulla dipendenza da internet, il recupero delle percezioni vere è stato facile, naturale. Il disagio è durato solo qualche ora.
Nessun senso di solitudine o di smarrimento, anzi una bella impressione di libertà semi-dimenticata e quasi di avventura anche nel fare cose normalissime in un sabato di primavera.

Chissà se sarà così anche per i nativi digitali, forse per molti di loro sarà più difficile.

Comunque poi lo smartphone l'ho ripreso e famelicamente sono subito andato sui social a vedere cosa era successo: niente di importante.




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lunedì 1 dicembre 2014

Siete dipendenti dall' Information Technology?


Ho letto con interesse un articolo su Forbes dal titolo Are You Addicted to Information Technology?. È di un paio di anni fa ma parla di un argomento molto attuale, cioè di quanto le nostre abitudini siano ormai strettamente legate alla tecnologia, con un occhio particolare alla sicurezza.
Mi ha dato spunto per alcuni commenti e considerazioni, che troverete alla fine, e quindi ho deciso di tradurlo in italiano per facilitarne la lettura e la condivisione.




L'articolo: "Siete dipendenti dalla tecnologia dell'informazione ?"

(libera traduzione da Are You Addicted to Information Technology? del 20/08/2012 di John Mariotti)

Siete appassionati della tecnologia ?  Io si.
Pensate anche voi che la tecnologia sia una cosa bellissima ? Io certamente si !
Almeno fino al momento in cui qualcosa si rompe e smette di funzionare.
Quando ciò accade, siamo costretti con le nostre abitudini a ritornare all'epoca delle vecchie tecnologie, dei vecchi telefoni fissi, della posta "lumaca" e a ricominciare a comunicare di persona.

Quando l'information technology non funziona, ci manca terribilmente la facilità e la velocità di comunicazione (anche se impersonale), l'integrazione ("sincronizzazione") ed il veloce accesso alle informazioni che essa garantisce.

Come abbiamo fatto in passato a farne a meno?
In realtà ce la siamo cavata abbastanza bene, fino a quando non ne siamo diventati "dipendenti".
Ora però ne siamo schiavi !

Viviamo in un'epoca senza precedenti, di straordinaria connettività, di convergenza ed integrazione tra tutti i diversi tipi di tecnologia.
I computer, collegati a smartphone e tablet, ci permettono di parlare, messaggiare, gestire email, scrivere e leggere blog, siti web, registrare e guardare podcast audio/video e di comunicare a distanza in modo molto più semplice, completo e veloce.

Quando tutto funziona, (ammesso che ci sia stato l'impegno per capire come si usa), la tecnologia è una cosa meravigliosa, potente, abilitante e che fa risparmiare molto tempo.

Vi ricordate l'ultima volta che siete andati in un negozio o in una stazione di servizio quando i sistemi non funzionano ? Potete acquistare qualcosa?
Durante le interruzioni di corrente elettrica, i negozi possono restare aperti durante le ore diurne e, solo se la loro azienda lo consente, sono costretti a registrare le transazioni con carta e penna. In caso contrario, fino a quando i sistemi non tornano di nuovo on-line, vi diranno di tornare più tardi.

Avete mai iniziato un viaggio quando i sistemi informatici della compagnia aerea sono spenti ?
Risultato: il Caos ! I voli non possono essere gestiti, pianificati e prenotati, si ferma tutto.
L'unica cosa da fare è sedersi ed aspettare.

Che ne dite delle vostre preziose foto e/o video che avete caricato sul computer ? Se c'è un problema tecnico e si perdono c'è un modo per recuperare tutto ?
Probabilmente no !  Peccato, avete appena conosciuto il lato oscuro della tecnologia.

Se si pensa di inviare messaggini per incontrare qualcuno durante un grande evento come una partita di calcio con 100.000 spettatori, c'è una buona probabilità che i sistemi della società telefonica siano sovraccaricati e quindi non sia possibile usarli !
Scegliete in anticipo l'orario e il luogo di incontro.

Siamo assuefatti alla tecnologia ?
Ci potete scommettere che lo siamo. Quando la nostra email o l'accesso ad internet non sono disponibili ci sentiamo persi. E' terribile.

Ora, immaginate che il vostro telefono cellulare non funzioni e che non sia neanche possibile inviare messaggi, come diavolo si può fare per comunicare?
La maggior parte delle persone penserebbe di usare un telefono fisso. Ma se anche questo non funzionasse, come potrebbe fare ?

A molte persone in passato è capitato di avere l'email hackerata o il sito web rediretto.
Tutti noi riceviamo spam e siamo stati vittime di tentativi di phishing (pratiche ingannevoli per ottenere informazioni private).
Il furto di identità è un incubo tecnologico nuovo, ma succede spesso, troppo spesso.

La nostra dipendenza dalla tecnologia non è completamente negativa, ma è pericolosa.
Non sto suggerendo di diventare Luddisti, di tornare a comunicare solo a voce di persona o con testi scritti a mano. Nel mondo di oggi significherebbe disconnettere comunicazioni di vitale importanza.
Tuttavia non bisogna sottovalutare i problemi che la nostra dipendenza dalla tecnologia solleva.

Il più importante riguarda la sicurezza, si registra infatti un grande aumento dei tentativi di hackerare i sistemi per rubare l'accesso o i dati. Questi attacchi per alcuni tipi di sistemi si contano a milioni ogni giorno. Proprio così: milioni al giorno.
Si può anche essere fiduciosi sul fatto il proprio sistema sia in grado di opporsi ad un paio di attacchi al giorno,  ma se si utilizzano le carte di credito, si è iscritti ai social network e si è attivi su Internet, la propria vulnerabilità cresce in modo esponenziale.

Che cosa si può fare?
  1. Limitare l'esposizione sui social network.
  2. Eseguire il backup dei sistemi, non solo in automatico sul Cloud, ma anche personalmente.
  3. Utilizzare i migliori strumenti per la sicurezza (firewall, antivirus, ecc) e tenerli aggiornati.
  4. Prestare attenzione alle password, al loro aggiornamento (cambiamenti periodici) e alla loro robustezza. Non condividere le password con nessun altro, non importa chi.
  5. Essere consapevoli di quanto si è dipendenti dalla tecnologia e quindi crearsi più alternative da utilizzare caso di necessità. Aprire account di posta elettronica di backup, tenere un telefono fisso in aggiunta al vostro cellulare o telefono Internet.
  6. Sapere come contattare il proprio ISP (Internet Service Provider), quando ci sembra ci sia qualcosa di strano o di sbagliato.
  7. Imparare a trovare le pagine "preferenze e impostazioni" per la posta elettronica, la messaggistica e l'accesso al web, e capire come funzionano.
  8. Mantenere anche il backup cartaceo delle informazioni ritenute più critiche. Fatture, pagamenti, documenti legali e finanziari, numeri di telefono importanti e altre informazioni di contatto, ecc.
  9. Diventare più consapevoli che malware, furti informatici e cyber-terrorismo esistono. Stanno accadendo ora e la cosa peggiorerà. L'aumento dei dispositivi in rete aumenterà il rischio.
  10. Fare un elenco di emergenza con numeri di telefono e numeri di conto di tutti i fornitori di servizi: utenze, manutenzione, medici, avvocati, parenti, vicini di casa, e così via. Crearlo, memorizzarlo sul proprio computer ma dare anche copie delle stampate ai familiari diretti "in caso di emergenza".
In questa epoca di dipendenza dalla tecnologia, non esiste un modo unico e semplice per proteggere i nostri dati e i nostri sistemi. Tutto quello che si può fare è fare tutto ciò che si sa che si dovrebbe fare, per poi sperare che tutto continui a funzionare.


(John Mariotti è un dirigente di fama internazionale ed un autore premiato)


Considerazioni

Un breve articolo come questo non ha la presunzione di essere esaustivo, non è uno studio approfondito e probabilmente è stato scritto in poco tempo fornendo solo una visione parziale.
Mi sembra che l'autore, sicuramente una persona competente, si sia soffermato molto su alcuni aspetti a discapito di altri ugualmente importanti.

Fermo restando che tutte le cose che dice sono condivisibili, di seguito ne ho elencate altre che avrei evidenziato:

  • Si fa riferimento al disagio che si ha quando si rimane scollegati da internet, argomento che avrebbe meritato un maggiore approfondimento. Il termine Nomofobia forse 2 anni fa non era ancora molto noto.
  • Si parla molto dei pericoli che possono arrivare dall'esterno quando si è collegati in rete, ma non si accenna ai danni che ci si può procurare da soli se non si utilizza con attenzione la tecnologia. La causa più frequente della perdita di dati è dovuta all'errore umano, magari alla banale cancellazione di un file o di una directory per una disattenzione.
  • Vengono giustamente messi in evidenza i pericoli che si corrono usando le carte di credito su Internet. Non si dice però che percentualmente il rischio di clonazione è maggiore quando si fanno acquisti nei negozi normali o quando si fanno prelievi da sportelli bancomat "tarocchi".  Non si parla della possibilità di usare carte prepagate e paypal per limitare i rischi.
  • Analogamente, il furto dei dati personali e di identità sono all'origine di truffe anche nella vita outline.
  • Fare elenchi con informazioni importanti e distribuirle in giro (vedi punto 10) è il modo migliore per perdere la propria privacy. Non si sa mai in mano a chi possono andare.
  • Ci sono suggerimenti fondamentali per salvaguardare la sicurezza ma mancano alcuni strumenti importantissimi che è opportuno utilizzare:
    • Impostazione delle soglie e degli alert via SMS e via email sui siti che lo consentono (tipicamente carte e banche);
    • Programmi e APP con cui in caso di smarrimento o di furto è possibile localizzare gli smartphone ed eventualmente cancellare i dati contenuti;
    • Controllo della lista IP delle ultime connessioni al proprio account sulle applicazioni che forniscono il servizio.



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martedì 18 novembre 2014

Infobesity, l'abbuffata di informazioni

E' stato coniato un po' di tempo fa il termine che indica il disagio procurato alle persone dal sovraccarico di informazioni: Infobesity.

L' infobesità è un problema che sta riguardando un numero sempre maggiore di persone.

Il numero di comunicazioni che vengono pubblicate in rete giornalmente (email, post, tweet, news, podcast, audio/video, ecc.) si è praticamente decuplicato negli ultimi 10 anni, questo flusso continuo bombarda tutti noi che assorbiamo le informazioni in modo sia cosciente che involontario.

Fino a qualche anno fa il problema si era evidenziato negli uffici, nei posti di lavoro dove chi è sempre collegato al computer riceve quotidianamente per posta elettronica, sui vari messenger e su internet un sovraccarico di input informativo (Information Overload).
Da qualche tempo si sta diffondendo anche tra coloro che con smartphone e tablet sono sempre online, sempre raggiungibili dalle telefonate, dai messaggi testuali, vocali e multimediali, sui social, dalle email, dalle news, dalle notifiche delle App, ecc., tutto ciò in aggiunta agli input provenienti dai media tradizionali come stampa, radio e TV.


I sintomi

Analogamente all'obesità dovuto al troppo cibo, sembra ormai certo che l'infobesity può creare dei disturbi, vediamo quali sono i sintomi più comuni:
  • difficoltà nel selezionare e quindi gestire le informazioni realmente importanti,
  • difficoltà nel prendere decisioni,
  • difficoltà nella memorizzazione,
  • diminuzione della attenzione necessaria per seguire fino alla fine e comprendere appieno un contenuto,
  • fretta nella lettura dei singoli articoli/email (lettura a "balzi"),
  • ansia nel passare velocemente da un contenuto all'altro, anche utilizzando diversi device,
  • diminuzione nella capacità di valutare le informazioni,
  • eccesso di fiducia in quello che si legge,
  • ansia dovuta alla paura di non riuscire a seguire qualcosa, di staccarsi dal flusso comunicativo, di perdersi qualche informazione,
  • stress dovuto alla paura di rimanere scollegato (Nomofobia),
  • problemi nel riuscire a rilassarsi completamente, a riposare per recuperare.


Noi esseri umani, ciascuno con le proprie capacità, siamo in grado di elaborare un volume di dati finito. Quando veniamo travolti da un diluvio incontrollabile di dati ci sentiamo stressati e finiamo per non rendere al meglio, diminuisce la nostra capacità di gestire le informazioni.

Per far fronte al sovraccarico, il nostro cervello sviluppa automaticamente delle abitudini, ad esempio può dare maggiore priorità ad informazioni provenienti da alcune fonti oppure privilegiare contenuti presentati in un formato (es, video) piuttosto che in un altro.

Queste reazioni ostacolano la capacità di prendere decisioni basate sulle migliori evidenze disponibili, le prestazioni ne soffrono e di conseguenza lo stress aumenta.

La dieta

Gli accorgimenti per limitare le problematiche derivanti dal sovraccarico da informazioni esistono, come in tutte le diete la cosa più difficile è riuscire a metterli in pratica.

Di seguito un superficiale elenco:

  • Sfruttare al meglio le funzionalità che email, social network e sistemi di messaggistica mettono a disposizione per filtrare le informazioni, categorizzarle ed organizzarle. 
  • Organizzare al meglio i gruppi/cerchie di amici che si hanno sui social network e differenziarne la visibilità dei messaggi.
  • Silenziare sullo smartphone le notifiche delle App, in modo che andrai a guardare solo quando lo vorrai. Stai sicuro che se qualcuno ti cercherà con urgenza ti telefonerà.
  • Utilizzare un media per volta, ad esempio se si sta guardando la TV non tenere lo smartphone vicino.
  • Non mischiare l'uso lavorativo e privato delle tecnologie. Se stai lavorando al PC non tenere aperta anche la finestra sul tuo social preferito o sul sito della borsa.
  • Controllare le news solo una o due volte al giorno, magari la mattina appena si arriva in ufficio e la sera prima di uscire. Non c'è alcuna necessità di essere informati minuto per minuto su quello che succede nel mondo.
  • Selezionare i propri siti di riferimento ed accedere solo a quelli cercando di navigare meno da un link all'altro.  
  • Utilizzare gli aggregatori tematici di news (siti, programmi, app) che evitano di ricevere passivamente in input informazioni non desiderate. Quando si accede ad un portale si è bombardati da una serie di notizie e spot che, posizionate ad arte, distraggono e incanalano l'utente verso un percorso informativo diverso rispetto alle intenzioni iniziali.
  • Evitare di pubblicare troppo di frequente su social forum, ciò innesca la voglia di andare a verificare di continuo le evoluzioni dei commenti.
  • Concedersi quando possibile dei periodi o delle giornate intere di Digital Detox "disintossicazione", dimenticandosi a casa lo smartphone e non accendendo neanche TV, PC e Tablet. Le prime volte sarà una forzatura, ma poi ne riscoprirai i tanti pregi tra i quali quello che, quando ti ricollegherai, andrai a controllare solo quello che realmente ti interessa (non ti sei perso niente).

Buona dieta a tutti !!


 Image courtesy of Jeroen van Oostrom at FreeDigitalPhotos.net