Visualizzazione post con etichetta Traduzioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Traduzioni. Mostra tutti i post

martedì 17 marzo 2015

Il rapporto tra Innovazione e Guerra

Prendo spunto da un articolo pubblicato su Forbes.com per fare delle considerazioni sul rapporto controverso tra l'innovazione e la guerra.
Di seguito c'è la traduzione dell'articolo in italiano per una più facile lettura e condivisione, alla fine alcune riflessioni.

Image courtesy of maniaroom at FreeDigitalPhotos.net


Libera traduzione da 4 Innovation lessons from the history of Warfare di Greg Satell del 14/03/2015.

4 Lezioni di innovazione dalla storia della guerra

Cosa hanno in comune la bomba all'idrogeno, i missili balistici minuteman e le armi di precisione teleguidate ?  Hanno tutte dato un contributo fondamentale alla tecnologia che utilizziamo normalmente nella vita di tutti i giorni. È un fatto curioso che la moderna società civile sia alimentata dalla tecnologia della guerra.

Ancora oggi, i fondi stanziati per la sicurezza nazionale continuano a svolgere un ruolo importante per l'evoluzione della tecnologia. Mentre i politici discutono di energia verde, la ricerca militare sta andando avanti a tutto gas. DARPA, l'agenzia che ha realizzato Internet, ha contribuito a inventare le automobili che si guidano da sole. La CIA anche ha un proprio fondo da investire.

Molti credono che l'enorme impatto che i militari hanno sulla tecnologia sia una questione morale e potrebbero essere nel giusto. Tuttavia, tralasciando ciò, si può anche imparare molto sull'innovazione, studiando la storia della guerra. Nel suo libro, "War made new", Max Boot ci dà la possibilità di fare proprio questo, fornendo realmente grandi approfondimenti per chiunque sia interessato all'innovazione.

1. Quando una nuova tecnologia appare per la prima volta, non abbiamo idea di cosa farci

Tendiamo a pensare che la tecnologia sia determinante. Con il motore a vapore iniziò la prima rivoluzione industriale. Elettricità e motore a scoppio alimentarono il secondo periodo. Il personal computing ha portato word processor e fogli di calcolo, cambiando le modalità di lavoro negli uffici. La stampa 3D e le altre tecnologie associate stanno creando una nuova rivoluzione industriale.

Ma una delle cose che rende l'innovazione così diabolicamente difficile è che quando si scopre una nuova tecnologia, nessuno è del tutto sicuro sul cosa farci, compreso l'inventore (e in alcuni casi soprattutto l'inventore). Quindi, ciò che spesso accade è che la nuova tecnologia sia inquadrata nel contesto di vecchi problemi o venga accantonata dopo un successo iniziale.

Max Boot fornisce un esempio particolarmente calzante raccontando un evento accaduto durante una battaglia navale tra l'Austria e l'Italia nel 1866. Quando il combattimento era sostanzialmente in pareggio, una nave austriaca affondò l'ammiraglia italiana speronandola con una imbarcazione fatta di ferro. Successivamente per decenni si è pensato che lo speronamento con navi in ferro fosse la nuova "killer app" della guerra navale.

C'è voluto un po' poi per capire che la strategia migliore fosse quella di costruire enormi navi da guerra con una potenza di fuoco devastante, cosa che non era possibile con le imbarcazioni di legno.
Così come, nei combattimenti con fucili ed armi a ripetizione, ci sono voluti decenni per rendersi conto che le linee statiche di fucilieri favoriscono gli avversari che invece si schierano con formazioni di combattimento decentrate.


2. Coloro che si muovono per secondi, lo fanno spesso nel modo migliore

Ci hanno insegnato a scuola di come i tedeschi abbiamo utilizzato la "guerra lampo" con effetti devastanti durante le battaglie iniziali della seconda guerra mondiale. Tuttavia, è molto meno noto che la guerra con i carri armati è stata effettivamente inventata dagli inglesi, i quali però non si sono da subito impegnati per sfruttare la nuova tecnologia.

La storia di quello che è successo parla chiaro. Winston Churchill, quando era primo ammiraglio durante la prima guerra mondiale, esortò la marina militare a costruire "carri rivestiti d'acciaio" sul telaio dei trattori  Però in battaglia, tali macchine mal progettate si ruppero e quindi vennero accantonate dagli affari militari britannici.

I tedeschi invece, non avendo sperimentato insuccessi, videro grandi possibilità nel poter coordinare via radio le unità mobili di terra con l'aviazione. Ne è risultato un nuovo tipo di guerra che ha portato a successi incredibili all'inizio della guerra. Se non fosse per la capacità industriale senza precedenti degli Stati Uniti, gli alleati non li avrebbero mai raggiunti.

I primi utilizzatori sono spesso considerati in vantaggio perché effettivamente hanno un vantaggio temporale. Tuttavia, il loro punto di vista sulla nuova tecnologia spesso può risultare distorta dalle prime inaffidabili versioni e dalla mancanza di tecnologie complementari.
Coloro che si muovono per secondi invece, possono vedere nuove possibilità che non erano evidenti nei primi giorni.


3. Demandare la decisione ai livelli più bassi

Un altro vantaggio che la Germania aveva nella seconda guerra mondiale era la struttura di comando. Mentre quella degli alleati era fortemente centralizzata, l'autorità dell'esercito tedesco era molto più distribuita. Questo ha permesso loro di improvvisare maggiormente, sperimentando sul campo ed arrivando a fare un miglior uso delle nuove tecnologie.

Gli strateghi spesso danno per scontato che, essendo meno coinvolti nella battaglia vera e propria, si sia più lucidi per trovare soluzioni migliori. Invece è chi opera sul campo che è in grado di vedere i problemi e valutare le opportunità che ai gradi più elevati rischiano di sfuggire.
Come specificato sopra, una nuova tecnologia difficilmente funziona esattamente come è stata pensata, ma è chi sta in prima linea che troverà la giusta impostazione.

Non è stato solo grazie ai carri armati ed agli aerei che i tedeschi fecero una guerra lampo così efficace, svolse un ruolo importante anche la radio installata su ogni loro carro armato. Ciò permise alle forze dell'asse di fare veloci aggiustamenti e reagire rapidamente agli eventi imprevisti.

Oggi, nella maggior parte degli ambienti militari viene utilizzata la dottrina del "Commander's intent", in cui ai ranghi più bassi vengono assegnati obiettivi specifici e devono capire come raggiungerli da soli. Purtroppo nel mondo delle imprese non è una direttiva sempre seguita.


4. La quantità ha la propria qualità

Nonostante i vantaggi nella tecnologia, la pianificazione, la dottrina e la professionalità dei suoi soldati, i tedeschi hanno perso la guerra. Ma la ragione non è stato un fallimento nella strategia o nell'esecuzione, ma piuttosto una diversa tecnologia che è stato perfezionata nelle catene di montaggio degli Stati Uniti.

Quando pensiamo agli eroi della seconda guerra mondiale, vengono in mente i grandi generali come Eisenhower e Patton, ma Henry Ford non fu meno importante. Max Boot osserva che già nel 1942 l'America produceva di più di tutti i suoi nemici insieme. Questo si è rivelato un vantaggio decisivo che ha determinato l'esito della guerra.

Come fanno notare Bob Sutton e Huggy Rao nel loro libro, "Scaling Up Eccellence", molte aziende giovani e promettenti che si concentrano nella ricerca della "next big thing", spesso falliscono perché non riescono a scalare sufficientemente. Invece, altri operatori efficienti spesso riescono a capitalizzare innovazioni sviluppate da altri. Un prodotto può essere venduto solo se si riesce a portarlo sul mercato.

Ad esempio, questo aspetto è stato fondamentale per il successo della Apple in Tim Cook. La società arriva raramente prima sul mercato proponendo delle nuove funzionalità, ma la sua capacità di sviluppare e spedire i nuovi prodotti su larga scala è senza pari nel suo settore di mercato e probabilmente in qualsiasi altro.


Cincinnato rinato

Molti penserebbero ad un atto d'accusa verso la società moderna che dedica tanto impegno e risorse alla guerra. Spendiamo di più per lo sviluppo di metodi efficaci per ucciderci a vicenda che per capire come guarire i malati, nutrire gli affamati o qualsiasi altra cosa. Mentre abbiamo tagliato i budget per un vaccino contro l'Ebola, gli enormi costi del programma "Joint Strike Fighter" vengono superati senza ostacoli.

Ma questa visione non è corretta. Sin dai tempi antichi la guerra è stata parte integrante nella costruzione di una società di successo. Il fatto è semplicemente che l'umanità nel nostro tempo è diventata meno violenta. Anche la povertà e la malattia sono significativamente diminuite. Noi ora stiamo per tanti aspetti meglio di quanto fossimo mai stati.

Gran parte del motivo è che, proprio come il grande condottiero romano Cincinnato, siamo stati in grado di trasformare la vittoria in battaglia in prosperità in pace. Le decisioni prese quando la vita e la morte sono in bilico possono avere una lucidità che in altri casi non si ha. Almeno in questo senso, la guerra può essere istruttiva.

Tuttavia è deplorevole che riusciamo così avidamente a raccogliere ingenti risorse per costruire una tecnologia più efficiente per uccidere e distruggere, ma invece non riusciamo così facilmente a finanziare in modo adeguato i programmi di pace. 
Forse la lezione più importante che possiamo imparare dalle guerre del passato è che dovremmo combattere meno di loro.

Articolo su Forbes di Greg Satell, consulente aziendale statunitense. 

Image courtesy of Stuart Miles at FreeDigitalPhotos.net

Considerazioni

In questi casi si rischia di cadere nelle ovvietà, esprimendo con frasi fatte dei valori incontestabili ed universali per tutti (o quasi) tipo "Viva la Pace e abbasso la Guerra", "il Bene vince sul male", "non è possibile spendere i soldi per le armi e far morire di fame i bambini", "non è la tecnologia ad essere cattiva ma l'uomo", ecc.
Non voglio discutere delle implicazioni morali, quindi mi soffermo solo sul rapporto che c'è tra tecnologia e guerra.

Nell'articolo vengono messi in evidenza solo casi in cui è stata inventata una tecnologia per usi militari. Ma accade anche il contrario.

Quante volte sono stati utilizzati normalissimi telefonini come inneschi per le bombe, quante volte la propaganda di guerra viene diffusa sui canali di telecomunicazione civili ?
Quante volte viene usata la rete cellulare per la localizzazione di obiettivi militari ?
Quanti aerei sono stati dirottati per motivi di guerra dichiarata o terrorismo ?
Quante autobombe ci sono state ? e non credo che le auto siano state inventate per fare la guerra.

Nonostante sia assolutamente vero che la guerra da spesso un impulso alla ricerca, è anche incontestabile che l'evoluzione dei prodotti che stanno sul normale mercato va ad una velocità doppia rispetto a quelli militari.
A parte pochi eserciti, in tempo di pace le tecnologie usate dai militari sono sempre un passo indietro rispetto a quelle "ultimo grido" sul mercato.

Non credo quindi che senza guerre l'evoluzione tecnologica avrebbe rallentato molto, le soluzioni sarebbero comunque arrivate nel breve periodo perché sono il mercato e l'economia che muovono tutto, guerre comprese.

L'uomo da sempre costruisce ed utilizza strumenti per i propri scopi e lo fa nel momento in cui ne ha bisogno. Se serve li pensa, li realizza e li usa.
La tecnologia, ora digitale, in passato di altro tipo, non è altro che la via per crearli questi strumenti, indipendentemente se il contesto sia di guerra o di pace.

L'innovazione non è mai fine a se stessa, si innova veramente solo se il frutto di tale attività cambia in qualche modo le cose, possibilmente in meglio.

La famosa frase di Henry Ford "C'è vero progresso solo quando i vantaggi della nuova tecnologia diventano per tutti" presuppone il rischio, anzi la certezza, che tra quei tutti ci sia chi la userà e la farà evolvere per scopi differenti rispetto a quelli originariamente previsti.



Articoli correlati
Innovazione e Cambiamento
Tra Business e Software

lunedì 1 dicembre 2014

Siete dipendenti dall' Information Technology?


Ho letto con interesse un articolo su Forbes dal titolo Are You Addicted to Information Technology?. È di un paio di anni fa ma parla di un argomento molto attuale, cioè di quanto le nostre abitudini siano ormai strettamente legate alla tecnologia, con un occhio particolare alla sicurezza.
Mi ha dato spunto per alcuni commenti e considerazioni, che troverete alla fine, e quindi ho deciso di tradurlo in italiano per facilitarne la lettura e la condivisione.




L'articolo: "Siete dipendenti dalla tecnologia dell'informazione ?"

(libera traduzione da Are You Addicted to Information Technology? del 20/08/2012 di John Mariotti)

Siete appassionati della tecnologia ?  Io si.
Pensate anche voi che la tecnologia sia una cosa bellissima ? Io certamente si !
Almeno fino al momento in cui qualcosa si rompe e smette di funzionare.
Quando ciò accade, siamo costretti con le nostre abitudini a ritornare all'epoca delle vecchie tecnologie, dei vecchi telefoni fissi, della posta "lumaca" e a ricominciare a comunicare di persona.

Quando l'information technology non funziona, ci manca terribilmente la facilità e la velocità di comunicazione (anche se impersonale), l'integrazione ("sincronizzazione") ed il veloce accesso alle informazioni che essa garantisce.

Come abbiamo fatto in passato a farne a meno?
In realtà ce la siamo cavata abbastanza bene, fino a quando non ne siamo diventati "dipendenti".
Ora però ne siamo schiavi !

Viviamo in un'epoca senza precedenti, di straordinaria connettività, di convergenza ed integrazione tra tutti i diversi tipi di tecnologia.
I computer, collegati a smartphone e tablet, ci permettono di parlare, messaggiare, gestire email, scrivere e leggere blog, siti web, registrare e guardare podcast audio/video e di comunicare a distanza in modo molto più semplice, completo e veloce.

Quando tutto funziona, (ammesso che ci sia stato l'impegno per capire come si usa), la tecnologia è una cosa meravigliosa, potente, abilitante e che fa risparmiare molto tempo.

Vi ricordate l'ultima volta che siete andati in un negozio o in una stazione di servizio quando i sistemi non funzionano ? Potete acquistare qualcosa?
Durante le interruzioni di corrente elettrica, i negozi possono restare aperti durante le ore diurne e, solo se la loro azienda lo consente, sono costretti a registrare le transazioni con carta e penna. In caso contrario, fino a quando i sistemi non tornano di nuovo on-line, vi diranno di tornare più tardi.

Avete mai iniziato un viaggio quando i sistemi informatici della compagnia aerea sono spenti ?
Risultato: il Caos ! I voli non possono essere gestiti, pianificati e prenotati, si ferma tutto.
L'unica cosa da fare è sedersi ed aspettare.

Che ne dite delle vostre preziose foto e/o video che avete caricato sul computer ? Se c'è un problema tecnico e si perdono c'è un modo per recuperare tutto ?
Probabilmente no !  Peccato, avete appena conosciuto il lato oscuro della tecnologia.

Se si pensa di inviare messaggini per incontrare qualcuno durante un grande evento come una partita di calcio con 100.000 spettatori, c'è una buona probabilità che i sistemi della società telefonica siano sovraccaricati e quindi non sia possibile usarli !
Scegliete in anticipo l'orario e il luogo di incontro.

Siamo assuefatti alla tecnologia ?
Ci potete scommettere che lo siamo. Quando la nostra email o l'accesso ad internet non sono disponibili ci sentiamo persi. E' terribile.

Ora, immaginate che il vostro telefono cellulare non funzioni e che non sia neanche possibile inviare messaggi, come diavolo si può fare per comunicare?
La maggior parte delle persone penserebbe di usare un telefono fisso. Ma se anche questo non funzionasse, come potrebbe fare ?

A molte persone in passato è capitato di avere l'email hackerata o il sito web rediretto.
Tutti noi riceviamo spam e siamo stati vittime di tentativi di phishing (pratiche ingannevoli per ottenere informazioni private).
Il furto di identità è un incubo tecnologico nuovo, ma succede spesso, troppo spesso.

La nostra dipendenza dalla tecnologia non è completamente negativa, ma è pericolosa.
Non sto suggerendo di diventare Luddisti, di tornare a comunicare solo a voce di persona o con testi scritti a mano. Nel mondo di oggi significherebbe disconnettere comunicazioni di vitale importanza.
Tuttavia non bisogna sottovalutare i problemi che la nostra dipendenza dalla tecnologia solleva.

Il più importante riguarda la sicurezza, si registra infatti un grande aumento dei tentativi di hackerare i sistemi per rubare l'accesso o i dati. Questi attacchi per alcuni tipi di sistemi si contano a milioni ogni giorno. Proprio così: milioni al giorno.
Si può anche essere fiduciosi sul fatto il proprio sistema sia in grado di opporsi ad un paio di attacchi al giorno,  ma se si utilizzano le carte di credito, si è iscritti ai social network e si è attivi su Internet, la propria vulnerabilità cresce in modo esponenziale.

Che cosa si può fare?
  1. Limitare l'esposizione sui social network.
  2. Eseguire il backup dei sistemi, non solo in automatico sul Cloud, ma anche personalmente.
  3. Utilizzare i migliori strumenti per la sicurezza (firewall, antivirus, ecc) e tenerli aggiornati.
  4. Prestare attenzione alle password, al loro aggiornamento (cambiamenti periodici) e alla loro robustezza. Non condividere le password con nessun altro, non importa chi.
  5. Essere consapevoli di quanto si è dipendenti dalla tecnologia e quindi crearsi più alternative da utilizzare caso di necessità. Aprire account di posta elettronica di backup, tenere un telefono fisso in aggiunta al vostro cellulare o telefono Internet.
  6. Sapere come contattare il proprio ISP (Internet Service Provider), quando ci sembra ci sia qualcosa di strano o di sbagliato.
  7. Imparare a trovare le pagine "preferenze e impostazioni" per la posta elettronica, la messaggistica e l'accesso al web, e capire come funzionano.
  8. Mantenere anche il backup cartaceo delle informazioni ritenute più critiche. Fatture, pagamenti, documenti legali e finanziari, numeri di telefono importanti e altre informazioni di contatto, ecc.
  9. Diventare più consapevoli che malware, furti informatici e cyber-terrorismo esistono. Stanno accadendo ora e la cosa peggiorerà. L'aumento dei dispositivi in rete aumenterà il rischio.
  10. Fare un elenco di emergenza con numeri di telefono e numeri di conto di tutti i fornitori di servizi: utenze, manutenzione, medici, avvocati, parenti, vicini di casa, e così via. Crearlo, memorizzarlo sul proprio computer ma dare anche copie delle stampate ai familiari diretti "in caso di emergenza".
In questa epoca di dipendenza dalla tecnologia, non esiste un modo unico e semplice per proteggere i nostri dati e i nostri sistemi. Tutto quello che si può fare è fare tutto ciò che si sa che si dovrebbe fare, per poi sperare che tutto continui a funzionare.


(John Mariotti è un dirigente di fama internazionale ed un autore premiato)


Considerazioni

Un breve articolo come questo non ha la presunzione di essere esaustivo, non è uno studio approfondito e probabilmente è stato scritto in poco tempo fornendo solo una visione parziale.
Mi sembra che l'autore, sicuramente una persona competente, si sia soffermato molto su alcuni aspetti a discapito di altri ugualmente importanti.

Fermo restando che tutte le cose che dice sono condivisibili, di seguito ne ho elencate altre che avrei evidenziato:

  • Si fa riferimento al disagio che si ha quando si rimane scollegati da internet, argomento che avrebbe meritato un maggiore approfondimento. Il termine Nomofobia forse 2 anni fa non era ancora molto noto.
  • Si parla molto dei pericoli che possono arrivare dall'esterno quando si è collegati in rete, ma non si accenna ai danni che ci si può procurare da soli se non si utilizza con attenzione la tecnologia. La causa più frequente della perdita di dati è dovuta all'errore umano, magari alla banale cancellazione di un file o di una directory per una disattenzione.
  • Vengono giustamente messi in evidenza i pericoli che si corrono usando le carte di credito su Internet. Non si dice però che percentualmente il rischio di clonazione è maggiore quando si fanno acquisti nei negozi normali o quando si fanno prelievi da sportelli bancomat "tarocchi".  Non si parla della possibilità di usare carte prepagate e paypal per limitare i rischi.
  • Analogamente, il furto dei dati personali e di identità sono all'origine di truffe anche nella vita outline.
  • Fare elenchi con informazioni importanti e distribuirle in giro (vedi punto 10) è il modo migliore per perdere la propria privacy. Non si sa mai in mano a chi possono andare.
  • Ci sono suggerimenti fondamentali per salvaguardare la sicurezza ma mancano alcuni strumenti importantissimi che è opportuno utilizzare:
    • Impostazione delle soglie e degli alert via SMS e via email sui siti che lo consentono (tipicamente carte e banche);
    • Programmi e APP con cui in caso di smarrimento o di furto è possibile localizzare gli smartphone ed eventualmente cancellare i dati contenuti;
    • Controllo della lista IP delle ultime connessioni al proprio account sulle applicazioni che forniscono il servizio.



Articoli correlati



domenica 27 aprile 2014

Il Contenuto è RE

Negli ultimi tempi si è tornati a parlare molto di contenuti, in particolare riguardo la qualità degli stessi, aspetto indicato come fondamentale per la visibilità sul web e per il posizionamento sui motori di ricerca.

Sono andato a ritrovare su internet "Content is King", un vecchio articolo di Bill Gates che viene spesso citato.
A leggerlo oggi sembra addirittura un po' obsoleto, alcune sui visioni si sono poi verificate pienamente, altre un po' meno, altre sono state già superate da tempo, ma ritengo sia interessante soprattutto considerando l'autorevolezza di chi ha scritto l'articolo 18 anni fa.

Come ho già fatto per altri articoli storici e significativi per il mondo web/informatico, l'ho tradotto in modo da facilitarne la lettura in italiano, la condivisione e la discussione.
L'articolo originale non c'è più in nessuna pagina Microsoft, pertanto sono partito da un testo trovato in rete su un sito non ufficiale (http://www.craigbailey.net/content-is-king-by-bill-gates/).




Il Contenuto è RE

(libera traduzione dell'articolo "Content is King" di Bill Gates del 01/03/1996) 

Come mi aspettavo, verranno fatti molti soldi veri su Internet grazie ai contenuti, proprio come è successo in passato per le trasmissioni televisive.

La rivoluzione televisiva, che ha avuto inizio mezzo secolo fa, ha generato un certo numero di attività produttive, tra cui quella della industria dei televisori, ma a lungo termine quelli che hanno avuto i maggiori benefici sono stati coloro che hanno utilizzato il mezzo per fornire informazioni ed intrattenimento.

Nel caso di una rete interattiva come Internet, la definizione di "contenuto" diventa molto ampia.
Ad esempio, il software è un tipo di contenuto di estrema importanza, che per Microsoft rimarrà di gran lunga il più importante.
Ma le grandi opportunità per la maggior parte delle aziende riguardano la fornitura di informazioni o di intrattenimento.

Nessuna azienda è troppo piccola per partecipare.

Una delle cose stimolanti di Internet è che chiunque con un PC ed un modem può creare e pubblicare un qualsiasi contenuto. In un certo senso Internet è l'equivalente multimediale della fotocopiatrice, consente di duplicare a basso costo del materiale, non importa quanto sia esteso il pubblico.

Internet permette anche la distribuzione di informazioni in tutto il mondo con costi marginali per l'editore, praticamente pari allo zero. Le opportunità sono notevoli e molte aziende si stanno organizzando per creare contenuti per Internet.

Ad esempio, la rete televisiva NBC e Microsoft hanno deciso recentemente di entrare insieme nel business della notizie interattive. Le nostre aziende creeranno una propria rete di notizie via cavo, la MSNBC, ed un servizio interattivo di notizie su Internet. NBC manterrà il controllo editoriale sulla joint venture.

Mi aspetto che le società si faranno una intensa concorrenza e ci sarà abbondante possibilità di fallimento, così come già è successo per tutte le categorie dei contenuti più popolari, non solo per il software e le notizie, ma anche per i giochi, l'intrattenimento, i programmi sportivi, la pubblicità e per le comunità on-line dedicate agli interessi più comuni.

Le riviste su carta stampata hanno lettori che condividono interessi comuni.
E' facile immaginare che queste comunità saranno servite on-line con delle edizioni elettroniche.

Ma al fine di avere successo online, per una rivista non è sufficiente prendere semplicemente ciò che ha in stampa e spostarlo nel mondo elettronico. Nei contenuti per la carta stampata non c'è la necessaria profondità o interattività per essere incisivi sui media on-line .

Se le persone devono accendere un computer per leggere una pagina, devono essere ricompensate con informazioni dettagliate ed aggiornate che poi possono analizzare a piacimento.
Hanno bisogno di avere contenuti audio ed eventualmente video.
Hanno bisogno di avere l'opportunità di un coinvolgimento personale che va ben oltre quello che è possibile offrire nelle pagine "Lettere all'editore" presente nelle riviste stampate.

Una domanda che ci si fa di frequente è quanto spesso una stessa azienda che ha un proprio pubblico su carta stampata può avere successo fornendo gli stessi contenuti anche online.
Anche il futuro di alcune riviste cartacee è messo in discussione da Internet.

Ad esempio, Internet sta già rivoluzionando lo scambio delle informazioni scientifiche specialistiche.
Le riviste cartacee in ambito scientifico tendono ad avere piccole tirature, con il conseguente aumento dei prezzi. Le biblioteche universitarie sono una parte importante del mercato.
Si è consolidato un lento, goffo e costoso modo per distribuire informazioni ad un pubblico specializzato, ma non c'era alternativa.
Ora alcuni ricercatori stanno iniziando a utilizzare Internet per pubblicare i risultati scientifici. Questo aspetto sta mettendo a rischio il futuro di alcune importanti riviste stampate.

Con il passare del tempo, il volume delle informazioni presente su Internet diventerà enorme e la cosa sarà inarrestabile.
Anche se per il momento l'atmosfera di corsa all'oro è confinata principalmente negli Stati Uniti, mi aspetto che la cosa dilagherà presto nel resto del mondo, i costi di comunicazione scenderanno e una massa critica di contenuti localizzati diventerà disponibile in diversi paesi.

Per prosperare su Internet, i fornitori di contenuti devono essere pagati per il loro lavoro.
Le prospettive a lungo termine sono buone, ma nel breve termine mi aspetto parecchie delusioni per le aziende fornitrici di contenuti che lottano per fare soldi attraverso la pubblicità e gli abbonamenti.
La cosa non è ancora economicamente produttiva e non lo sarà per qualche tempo.

Almeno finora, la maggior parte del denaro e della fatica investiti nell'editoria interattiva è stato poco più di un lavoro d'amore o uno sforzo finalizzato solo alla promozione di prodotti venduti nel mondo non elettronico. Spesso questi sforzi si basano sulla convinzione che nel tempo qualcuno inizierà a capire come ottenere dei guadagni economici.

Nel lungo periodo, la pubblicità online promette molto bene.
Un vantaggio della pubblicità interattiva è che un messaggio iniziale necessita solo di attirare l'attenzione piuttosto che trasmettere l'informazione completa. Un utente può fare clic su un annuncio per ottenere ulteriori informazioni ed un inserzionista può misurare se le persone lo stanno facendo.

Ma oggi l'ammontare dei ricavi per le sottoscrizioni e la pubblicità realizzata su Internet è vicino allo zero, forse $20 o $30 milioni in totale. Gli inserzionisti sono sempre un po' riluttanti ad utilizzare un nuovo strumento ed Internet è certamente nuovo e diverso.

Una certa riluttanza da parte degli inserzionisti è giustificabile, in quanto molti utenti di Internet sono tutt'altro che entusiasti di vedere la pubblicità.
Una delle ragioni è che molti inserzionisti utilizzano immagini grandi che richiedono molto tempo per essere scaricate con una connessione telefonica dial-up. Anche una pubblicità su una rivista stampata occupa spazio, ma un lettore può girare la pagina rapidamente.

Quando le connessioni a Internet diventeranno più veloci, il fastidio per l'attesa del caricamento di una pubblicità diminuirà e successivamente scomparirà. Ma ciò accadrà tra qualche anno.

Alcuni aziende fornitrici di contenuti stanno sperimentando la proposta di abbonamenti, spesso con il richiamo di alcuni contenuti gratuiti. E' difficile però, perché non appena si richiede una sottoscrizione il numero di persone che visitano il sito scende drasticamente, riducendo per gli inserzionisti  il valore della pubblicità.

Un'altra delle principali ragioni per cui il pagamento dei contenuti non funziona molto bene, è che non è pratico per caricare piccole quantità di denaro. Il costo delle transazioni elettroniche rende fastidioso ed impraticabile il caricamento di cifre piuttosto basse.
Ma nel giro di qualche anno i meccanismi miglioreranno e sarà possibile pagare anche pochi centesimi per una informazione.
Se si decide di visitare una pagina che costa un centesimo, non bisognerà fare un assegno o ricevere il conto per posta, ma basterà cliccare su quello che vuoi, sapendo che ti verrà addebitato un centesimo su base aggregata.

Questa tecnologia abiliterà gli editori a far pagare piccole somme di denaro con la speranza di attirare un pubblico vasto.
Se questo accadrà, Internet subirà una spinta in avanti come mercato di idee, esperienze e prodotti, un mercato di contenuti.

Bill Gates (01/03/1996)


mercoledì 16 aprile 2014

Il software sta mangiando il mondo

Qualche tempo ho letto un articolo scritto nel 2011 da Marc Andreessen per il Wall Street Journal.
E' un articolo molto noto in cui non c'è nessun concetto sconvolgente (alcune informazioni tra l'altro non sono più attualissime), ma è avvincente nelle modalità e nella convinzione con cui racconta le cose e quindi l'ho voluto tradurre in italiano per facilitarne la lettura e la condivisione. 


Perché il software sta mangiando il mondo 

(libera traduzione da Why Software is Eating The Word del 20/08/2011) 

Questa settimana, Hewlett-Packard (sono membro del consiglio di amministrazione) ha annunciato che sta valutando la possibilità di abbandonare il difficile business dei PC a favore di investimenti più massicci sul Software, ambito di cui si intravede meglio il potenziale di crescita.
Contemporaneamente, Google sta acquistando il settore di Motorola Mobility che si occupa della produzione di terminali mobili e telefoni cellulari.
Entrambe le mosse hanno sorpreso il mondo tecnologico, ma entrambe sono anche in linea con una tendenza che ho osservato e che mi rende ottimista per la crescita futura dell'economia americana e mondiale nonostante la recente turbolenza nel mercato azionario.

In breve, il software sta mangiando il mondo.

Più di 10 anni dopo il picco del 1990 con la bolla delle dot.com, una dozzina di nuove società che operano su Internet, come Facebook e Twitter, sono al centro di un dibattito nella Silicon Valley, sia per le loro valutazioni in rapida ascesa sul mercato, sia per l'occasionale successo avuto dall'IPO (Initial Public Offering).
Con le cicatrici del periodo d'oro, come Webvan e Pets.com, ancora fresche nella mente degli investitori, la gente si chiede: " Non sarà questa un nuova pericolosa bolla ? "

Io, insieme ad altri, sono del parere contrario. (Sono co-fondatore e socio della società Andreessen Horowitz, che fra gli altri ha investito in Facebook, Groupon, Skype, Twitter, Zynga e Foursquare. Sono anche personalmente un investitore in LinkedIn.)
Riteniamo che molte tra le nuove importanti società di Internet stiano costruendo del valore reale ad alto tasso di crescita, con un alto margine di guadagno e con un business credibile.

In realtà l'attuale mercato azionario odia la tecnologia, come dimostrano da sempre i prezzi bassi ed i guadagni limitati delle azioni delle principali aziende tecnologiche.
Apple, per esempio, ha un rapporto P/E (Price/Earnings=Prezzo/Utili) di circa 15.2, circa lo stesso di tutto il mercato azionario, nonostante l'immensa redditività e la posizione dominante sul mercato (Apple nelle ultime due settimane è diventata la più grande azienda in America, in base alla capitalizzazione di mercato, superando Exxon Mobil).

Forse, il fatto più eloquente è che non si può avere una bolla quando le persone urlano costantemente "Bolla!".

Gran parte del dibattito ruota ancora attorno alla valutazione finanziaria, in contrasto con il valore intrinseco delle migliori nuove imprese della Silicon Valley.
La mia teoria personale è che siamo nel bel mezzo di un ampio e drammatico cambiamento tecnologico ed economico, in cui le aziende di software sono pronte a prendere in consegna ampie fasce dell'economia.

Un numero sempre maggiore di grandi aziende ed industrie stanno correndo alla implementazione di servizi software offerti online (dai film, all'agricoltura, alla difesa nazionale).
Le aziende vincenti sono in stile Silicon Valley, imprese tecnologiche che stanno invadendo e ribaltando settori industriali consolidati.
Nel corso dei prossimi 10 anni mi aspetto un aumento delle industrie tradizionali che saranno distrutte dal "software", superate nella maggior parte dei casi dalle nuove aziende della Silicon Valley.

Perché sta succedendo adesso ?

A sei decenni nella rivoluzione informatica, quattro decenni dopo l'invenzione del microprocessore e venti anni dopo l'ascesa della moderna Internet, tutta la tecnologia necessaria per trasformare le industrie attraverso il software finalmente funziona e può essere completamente distribuita su scala globale.

Oltre due miliardi di persone oggi usano Internet a banda larga, erano forse 50 milioni dieci anni fa, quando ero a Netscape, la società che ho co-fondato.
Nei prossimi 10 anni, mi aspetto che almeno cinque miliardi di persone in tutto il mondo utilizzino Internet con il proprio smartphone al massimo della potenza, ogni giorno in qualsiasi momento.

Nel back-end, strumenti di programmazione evoluti e servizi basati su Internet facilitano il lancio a livello globale di nuovi potenti software, in molti settori ci sono start-up a livello mondiale che non hanno avuto le necessità di investire in nuove infrastrutture e formare nuovi dipendenti.
Nel 2000, quando il mio socio Ben Horowitz era amministratore delegato di Loudcloud, prima società di cloud computing, il costo per un cliente che voleva eseguire un'applicazione su Internet era di circa 150 mila dollari al mese. Far girare la stessa applicazione oggi nel cloud di Amazon costa circa 1.500 dollari al mese.

Con minori costi di start-up ed un mercato notevolmente esteso per i servizi online, il risultato è una economia globale per la prima volta completamente digitale; il sogno di ogni cyber-visionario dei primi anni 1990 finalmente si realizza una generazione dopo.

Forse l'esempio più drammatico del fatto che il software si sta mangiando il business tradizionale è il suicidio di Borders con la contemporanea ascesa di Amazon. Nel 2001, Borders ha affidato il proprio business online ad Amazon, credendo alla teoria che la vendita di libri online non fosse strategica e quindi fosse poco importante.

Oops.

Oggi, la più grande libreria del mondo, Amazon, è una software-company. La sua caratteristica principale è il suo incredibile motore software in grado praticamente di vendere tutto online, senza più la necessità di avere negozi al dettaglio.
Inoltre, mentre Borders si dibatteva in preda al fallimento imminente, Amazon ha riorganizzato il suo sito web per promuovere, per la prima volta più dei libri fisici, i suoi libri digitali Kindle, .

Ora anche i libri stessi sono software.

Oggi il più grande servizio di video per numero di abbonati è una società di software: Netflix.
Come Netflix ha sventrato Blockbuster è una vecchia storia, ma ora anche altri provider dell' intrattenimento tradizionale si trovano ad affrontare la stessa minaccia.
Aziende come Comcast, Time Warner ed altre stanno rispondendo trasformando loro stesse in società di software con risultati come TV Everywhere, che libera i contenuti dal cavo fisico e abilita il collegamento con smartphone e tablet .

Le case discografiche dominanti di oggi sono aziende di software: iTunes di Apple , Spotify e Pandora.
Le etichette discografiche tradizionali continuano ad esistere solo per fornire i contenuti alle suddette società di software. Nel 2010 il fatturato proveniente dai canali digitali è stato di 4,6 miliardi dollari, pari al 29% del totale globale, in enorme crescita rispetto al 2% del 2004.

Le aziende di entertainment in più rapida crescita sono le VideoGame Makers (produttori di videogiochi), quindi sempre software, con il fatturato salito a 60 miliardi dollari dai 30 miliardi di cinque anni fa.
L'azienda di videogame che cresce più velocemente è Zynga (produttrice tra gli altri di FarmVille), che offre i suoi giochi interamente online. Quest'anno i ricavi del primo trimestre di Zynga sono cresciuti a 235 milioni di dollari, più del doppio rispetto all'anno scorso.
Rovio, azienda che produce Angry Birds, prevede quest'anno di superare i 100 milioni di dollari di entrate  (la società a fine 2009 era quasi in bancarotta quando ha rilasciato il popolare gioco su iPhone) .
Nel frattempo, potenze sui videogiochi tradizionali come Electronic Arts e Nintendo hanno visto ristagnare e precipitare i propri ricavi.

Per molti decenni la migliore azienda nella produzione di film è stata la Pixar, una società di software.
La Disney (Disney !) è stata costretta a comprare la Pixar per rimanere all'avanguardia nei film di animazione .
Il mondo della fotografia, ovviamente, è stato mangiato dal software molto tempo fa.
E' praticamente impossibile acquistare un telefono cellulare che non includa una fotocamera software le cui foto possono essere caricate automaticamente su Internet per l'archiviazione e la condivisione.
Aziende come Shutterfly, Snapfish e Flickr hanno conquistato posizioni importanti al posto di Kodak.

La più grande piattaforma di direct marketing è attualmente una società di software: Google.
Ora è stata raggiunta da Groupon, Living Social, Foursquare ed altri, che utilizzano software per mangiarsi il settore retail marketing. Groupon ha generato un fatturato di oltre 700 milioni di dollari nel 2010, nonostante fosse in attività da soli due anni .

L'azienda di telecomunicazioni in più rapida crescita è Skype, una società di software che è stata appena acquistata da Microsoft per 8,5 miliardi dollari .

CenturyLink, la terza più grande società di telecomunicazioni negli Stati Uniti, con 20 miliardi di dollari di capitalizzazione sul mercato, ha registrato 15 milioni di linee di accesso alla fine di giugno,  in diminuzione del 7% rispetto al tasso annuo. Escludendo i proventi per la sua acquisizione da parte di Qwest, le entrate di CenturyLink da questi servizi legacy è diminuito di oltre l'11 % .

Nel frattempo, le due società di telecomunicazioni più grandi, AT&T e Verizon, sono sopravvissute trasformandosi in società di software, in collaborazione con Apple e con altri produttori di smartphone.

LinkedIn è oggi la società di reclutamento in più rapida ascesa. Per la prima volta in assoluto gli iscritti possono mantenere online i propri curriculum per favorire le ricerche in tempo reale dei reclutatori e dando a
LinkedIn la possibilità di inghiottirsi il lucroso mercato del recruitment da 400 miliardi dollari.

Il software sta mangiando anche buona parte della catena del valore di industrie che sono tipicamente protagoniste e conosciute nel mondo fisico .
Nel mondo dell'automobile oggi il software gestisce i motori, controlla la sicurezza, intrattiene i passeggeri, guida i conducenti a destinazione e collega ogni macchina alle reti cellulari, satellitari e GPS.

Sono ormai lontani i tempi in cui un appassionato era in grado di ripararsi autonomamente la propria macchina, considerando principalmente l'alto contenuto di software presente oggi sui veicoli.
La tendenza verso veicoli ibridi ed elettrici in futuro potrà solo accelerare l'adozione di software, le macchine elettriche sono completamente controllate dal computer.  La creazione di auto senza conducente software-powered è già in corso presso Google e le maggiori case automobilistiche.

Wal-Mart, il principale retailer del mondo reale, utilizza software per potenziare la logistica e la distribuzione, le armi principali che ha usato per schiacciare la sua concorrenza.
Analogamente FedEx, è ben pensata come una rete software che "casualmente" ha anche camion, aerei e centri di distribuzione.
Il successo o il fallimento delle compagnie aeree, oggi ed in futuro, risiede nella loro capacità di gestire il prezzo dei biglietti ed ottimizzare le rotte correttamente, con il software.

Le compagnie petrolifere e del gas sono state le prime innovatrici nell'introdurre il supercomputing e l'analisi dei dati rilevati, aspetti fondamentali per le attività di esplorazione di petrolio e gas.
Anche l'agricoltura è sempre più aiutata dal software, pensiamo all'analisi satellitare del suolo legata ad algoritmi per la selezione delle sementi.

I servizi finanziari sono stati visibilmente trasformati dal software negli ultimi 30 anni.
Praticamente ogni transazione finanziaria, partendo dall'acquisto di una tazza di caffè per arrivare a qualche negoziazione per un trilione di dollari di crediti derivati, è tracciata tramite software.
Molte delle principali realtà innovatrici nel settore sono aziende di software, ad esempio Square, che permette a chiunque di accettare pagamenti con carta di credito mediante un telefono cellulare, e PayPal, che ha generato più di 1 miliardo di dollari di fatturato nel secondo trimestre di quest'anno, in crescita 31 % rispetto all'anno precedente.

Settori come l'assistenza sanitaria e l'istruzione, a mio avviso, saranno i prossimi ad essere trasformati dal software. La mia società sta portando avanti start-up aggressivi in entrambi questi settori giganteschi e critici. Crediamo che entrambe queste industrie, che storicamente sono molto resistenti ai cambiamenti imprenditoriali, siano pronte per la conversione verso imprese software-centriche.

Anche la difesa nazionale è sempre più basata sul software. Il moderno soldato da combattimento è inserito in una rete di software che fornisce intelligence, comunicazioni, logistica e puntamento delle armi. Droni gestiti dal software lanciano attacchi aerei senza mettere a rischio i piloti umani. Le agenzie di intelligence fanno largo uso di data mining software per scoprire e tracciare potenziali trame terroristiche.

Tutte le aziende di qualsiasi settore devono considerare che è in atto una rivoluzione software, incluse quelle che già oggi basano il loro business sul software.
Grandi e storiche società di software come Oracle e Microsoft rischiano sempre più di perdere rilevanza rispetto a nuove realtà come Salesforce.com e Android  (soprattutto in un contesto che vede Google proprietaria di una azienda che produce terminali) .

In alcuni settori, in particolare quelli che hanno una componente importante del mondo reale come il petrolio e il gas, la rivoluzione software è soprattutto un'opportunità per gli operatori consolidati, ma in altri contesti le nuove idee comporteranno l'ascesa di nuove start-up in stile Silicon Valley che invaderanno impunemente i settori industriali esistenti.
Nel corso dei prossimi 10 anni, le battaglie tra operatori storici e gli insorti software-powered saranno epiche. Joseph Schumpeter, l'economista che ha coniato il termine " distruzione creativa", ne sarebbe fiero.

E mentre la gente controlla i valori delle loro 401(k)s che rimbalzano su e giù nelle ultime settimane, non si può dubitare che questa sia una storia profondamente positiva in particolare per l'economia americana.
Non è un caso che molte delle più grandi e recenti aziende di tecnologia, tra cui Google, Amazon, eBay e altre, siano aziende americane.
La nostra combinazione di grandi università di ricerca, di cultura aziendale pro-rischio, di grandi bacini di innovazione supportati da capitale azionario, diritto commerciale e leggi contrattuali affidabili, è senza precedenti e senza pari al mondo.

Tuttavia, ci troviamo di fronte a diverse sfide.

Prima di tutto, oggi ogni nuova azienda viene costruita considerando le enormi turbolenze economiche, pertanto la sfida è molto più grande di quanto non fosse nei relativamente benigni anni '90.
La cosa positiva nel costruire società in periodi come questo è che le aziende che poi riusciranno ad emergere risulteranno poi estremamente forti e resistenti. Successivamente, quando l'economia si sarà stabilizzata, la nuova società crescerà ancora più velocemente.

In secondo luogo, molte persone negli Stati Uniti e in tutto il mondo non hanno la formazione e le competenze necessarie per dare il proprio contributo all'interno delle nuove aziende figlie della rivoluzione software. Questa è una tragedia dato che ogni società con cui lavoro ha assoluto bisogno di talento.
Ingegneri informatici qualificati, manager, esperti di marketing e venditori della Silicon Valley sono molto ben pagati, gli vengono offerti sempre lavori di altissimo livello, mentre la disoccupazione e la sottoccupazione nazionale sono alle stelle.
Il problema è anche peggiore di quello che sembra, in quanto molti lavoratori delle industrie esistenti resteranno bloccati sul lato sbagliato del cambiamento software-based e non potranno mai più essere in grado di continuare ad operare nel loro attuale campo di specializzazione.
Rispetto a questo problema non c'è altra soluzione se non la formazione, abbiamo una lunga strada da percorrere.

Infine, le nuove imprese devono dimostrare il loro valore.
Hanno bisogno di costruire culture forti, soddisfare i propri clienti, stabilizzare i propri vantaggi competitivi e quindi giustificare le loro valutazioni in aumento. Nessuno deve aspettarsi che sia facile la costruzione di una nuova azienda software-based in un settore consolidato. E ' brutalmente difficile.

Ho il privilegio di lavorare con alcune tra le migliori compagnie di software della nuova generazione e posso dirvi che sono davvero bravi in ​​quello che fanno.
Se manterranno le mie aspettative e quelle di altri, saranno delle aziende cardine e di grande valore per l'economia globale, mangeranno mercati molto più ampi rispetto a quelli del settore tecnologico in cui storicamente operano.

Invece di discutere sempre delle loro valutazioni, cerchiamo di capire in quale modo le aziende tecnologiche di nuova generazione stanno facendo quello che fanno, quali sono le conseguenze per le imprese, per l'economia e cosa possiamo fare per incrementare il numero delle software-company innovative negli Stati Uniti ed in tutto il mondo.

Questa è la grande opportunità. So dove sto mettendo i miei soldi.

-Mr. Andreessen è co-fondatore e socio della company di venture capital Andreessen Horowitz. E' stato inoltre co-fondatore di Netscape, una delle prime aziende produttrici di browser.


Articoli Correlati

martedì 24 settembre 2013

Perchè odio i frameworks

(libera traduzione del post “Why I hate frameworks” di BenjiSmith  http://discuss.joelonsoftware.com/?joel.3.219431.12)

Attualmente sto pianificando la realizzazione di una applicazione web in Java (deve essere Java per una serie di ragioni che non ho voglia di raccontare in questo momento).
In relazione alla suddetta attività, sto valutando una serie di portlet J2EE-enabled JSR-compliant MVC role-based CMS web service application container frameworks.

Dopo aver speso decine di ore a leggere lunghi elenchi di funzionalità e tanta tanta documentazione, sono pronto a storcere il naso nell’utilizzo di un framework.
Per spiegare i miei dubbi in tal senso, procedo con un esempio: facciamo finta che io abbia deciso di costruire un Portaspezie.

In passato ho fatto piccoli lavoretti con il legno e quindi credo di avere un'idea abbastanza precisa di quello che mi serve, un po’ di legno e altri strumenti fondamentali: un metro, una sega, una livella e un martello.
Se dovessi costruire una intera casa piuttosto che un portaspezie, tra le altre cose avrei ugualmente bisogno di un metro a nastro, di una sega, di una livella ed un martello.

Quindi vado al negozio di ferramenta per comprare gli strumenti e chiedo al commesso dove posso trovare un martello.

"Un martello?" chiede sorpreso il commesso, "Nessuno compra più martelli. Sono una cosa vecchio stile, ormai superata. "

Io, basito da questa affermazione, gli chiedo perché.

"Beh, il problema con martelli è che possono essere di tanti diversi tipi: mazzette, martelli artigliati, martelli a rotondi, ecc.. Cosa succederebbe se, dopo aver comprato un tipo di martello, vi rendeste conto che avevate bisogno di un altro tipo ? Dovreste comprare un altro martello per fare il vostro lavoro.
Come abbiamo riscontrato, la maggior parte dei clienti vorrebbe un singolo martello universale in grado di andare bene per tutti i tipi di lavoro".

"Hmmmmmm. Bene, posso essere d’accordo. Puoi dirmi dove posso trovare un martello universale ?"
"No, noi non li vendiamo più. Sono obsoleti."

"Davvero?!!?? Anche questi ?!?!? Ma mi sembra di aver capito che mi hai appena detto che il martello universale è la cosa più richiesta per poter fare anche in futuro lavori di tutte le tipologie".

"Si, ma come abbiamo riscontrato, se avessi un solo tipo di martello universale in grado di eseguire tutte le operazioni fattibili con tutti i diversi tipi di martelli, non sarebbe in effetti specifico per nessuna di esse.
Per esempio, mettere un chiodo con un mazza non è molto efficace oppure se volete uccidere la vostra ex-fidanzata non c'è davvero niente di meglio di un martello con la testa arrotondata ".

"OK, quindi se nessuno compra più martelli universali e voi non state più vendendo i vecchi tipi di martelli di una volta, che tipo di martelli vendete? ".

"In realtà, noi non vendiamo martelli per niente".

"Quindi ...".

"Secondo la nostra ricerca, quello di cui la gente ha davvero bisogno, dopo tutto non è un martello universale dato che è 'sempre meglio avere il giusto tipo di martello per ciascun lavoro.
Quindi, abbiamo iniziato a vendere fabbriche di martelli in grado di produrre qualunque tipo di martello che potrebbe essere utile.
Tutto quello che devi fare è riempire la fabbrica con i lavoratori, attivare le macchine, comprare le materie prime, pagare le bollette e ... avrai esattamente il tipo di martello che ti serve".

"Ma io non voglio comprare una fabbrica di martelli ...".

"Giusto !! E’ per questo che noi non le vendiamo più.".

"Come ?!??!?!    Ma... io pensavo di aver capito che ....".

"Si, ma abbiamo scoperto che la maggior parte delle persone non ha effettivamente bisogno di un’intera fabbrica di martelli. Alcune persone, per esempio, non hanno mai bisogno di un martello con la testa rotonda (forse non hanno mai avuto ex-fidanzate o forse le uccidevano con le pinze per ghiaccio),
quindi non c'è alcun motivo per chi compra una fabbrica di martelli di produrre ogni tipo di martello".

"Certo, quello che dici è sensato".

"Così, abbiamo iniziato a vendere Template di fabbriche di martelli, permettendo ai nostri clienti di costruire le loro fabbriche di martelli, personalizzando i progetti al fine di produrre solo i tipi di martelli di cui hanno effettivamente bisogno. ".

"Lasciami indovinare.... ora non vendete più neanche i template".

"No, certo che no. A quanto pare, la gente non vuole progettare e personalizzare un’ intera fabbrica solo per costruire un paio di martelli ".

"Mi pare chiaro".

"Quindi abbiamo smesso di vendere i template ed iniziato a vendere fabbriche di fabbriche di martelli. Ogni fabbrica di fabbriche di martelli è realizzata per voi dai migliori esperti in fabbrica di fabbriche di martelli, quindi per il cliente non c'è bisogno di preoccuparsi di tutti i dettagli che servono nella costruzione di una fabbrica.
In questo modo, i clienti hanno ancora tutti i benefici di avere una propria fabbrica di martelli al fine di produrre i propri martelli personalizzati secondo le proprie specifiche, ma non hanno problemi di progettazione e realizzazione".

"Beh, ma poi....".

"So cosa stai per dire!! ... Che noi non vendiamo più neanche quelle.
Infatti, per qualche ragione, non molte persone hanno acquistato le fabbriche di fabbriche di martelli, così siamo arrivati ​​a una nuova soluzione per affrontare il problema".

"Dimmi dimmi".

"Abbiamo fatto un passo indietro e guardato l'infrastruttura globale, stabilendo che le persone erano frustrate dal dover gestire una fabbrica di martelli, nonché la fabbrica di fabbriche che l’ha prodotta.
Questo tipo di sovraccarico può diventare molto pesante quando bisogna gestire analoghe situazioni di fabbriche di fabbriche di metro a nastro, fabbriche di fabbriche di seghe, fabbriche di fabbriche di livelle.
Quando abbiamo analizzato la situazione, abbiamo determinato che questo è troppo complesso per chi davvero vuole solo costruire un portaspezie ".

"Sì, condivido".

"Così questa settimana, stiamo introducendo un strumento generico, la fabbrica di fabbriche di fabbriche, in modo che tutte le tue fabbriche di fabbriche di utensili possano essere prodotte da una singola, unica fabbrica.
La fabbrica di fabbriche produrrà solo le fabbriche di fabbriche di cui si ha veramente bisogno e ciascuna di queste fabbriche di fabbriche produrrà una singolo fabbrica in base alle specifiche da voi fornite riguardo allo strumento personalizzato.
Alla fine, gli strumenti che usciranno da questo processo, saranno gli strumenti ideali per lavorare al vostro particolare progetto. Avrete esattamente il martello che vi serve ed esattamente il metro giusto per il vostro scopo, il tutto con la semplice pressione di un pulsante (anche se potrebbe essere necessario valorizzare alcuni files di configurazione per far funzionare il tutto secondo le vostre aspettative). ".

"Quindi non ci sono martelli? Niente? Neanche un avanzo di magazzino ?".

"No. Se si vuole veramente produrre qualcosa alta qualità, ad esempio un portaspezie realizzato industrialmente, hai disperatamente bisogno di qualcosa di più avanzato di un semplice martello preso in un negozio di ferramenta ".

"Chiariscimi bene, questo è quello che tutti stanno facendo ora ? Tutta la gente usa un general-purpose tool-fabbrica di fabbriche di fabbrica ogni volta che hanno bisogno di un martello? ".

"Sì".

"Beh ... Va bene. Credo che è quello che dovrò fare. Se questo è il modo con cui le cose vanno fatte, credo che sia meglio imparare a farlo".

"Buon per te!".

"Scusami ancora, con questa tool fabbrica di fabbriche di fabbrica di...... viene fornita la documentazione, giusto ?".

Giorni dopo l’acquisto....

Ora che sono l'orgoglioso proprietario del mio general-purpose tool-fabbrica di fabbriche di fabbrica, sono soddisfatto di sapere che esso soddisfa con il progetto 0,97 specifiche GPTBFFF RC2 per lo strumento di costruzione fabbrica di fabbriche.
Per fortuna, il 70% dei lavoratori nel Tool-Oriented Metafactory Union sono certificati con questa versione di specifiche.
All'orizzonte però c’è uno standard concorrente: il molto convincente metafactory technology chiamato UXCTBFFF (Universal Trans-Continental strumento per la creazione FFF), che promette di unificare la fabbrica fabbrica industria fabbrica per rispettare le linee guida dei paesi che utilizzare entrambi gli strumenti metrici e standard.
La mia comprensione è che ci sarà un service pack al mio GPTBFFF0,97 RC2 per portare in quasi il 95% di conformità con il UXCTBFFF standard, semplicemente creando un livello di astrazione attraverso la sua facilità di utilizzo dell’interfaccia.
Grandioso !!
Sicuramente questo nuovo sviluppo migliorerà la qualità del mio portaspezie.
(che dovrò in effetti costruire uno di questi giorni, appena avrò in esecuzione la mia fabbrica fabbrica di fabbriche, la mia forza lavoro addestrata, le mie materie prime importate dalla Cambogia, ecc.).

Traduzione di Savedev


Image courtesy of jscreationzs / FreeDigitalPhotos.net