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martedì 9 giugno 2015

L'inutilità degli Alert sull'utilizzo dei Cookie

A partire dal 3 Giugno 2015, a distanza di un anno dal provvedimento pubblicato dal Garante delle Privacy nel Giugno 2014, tutti i possessori di siti Internet sono obbligati ad adeguare i propri portali alla normativa in vigore, aggiornando le pagine web con la corretta informazione all'utente e accogliendo la sua preventiva autorizzazione all'utilizzo dei cookie.

La tipologia di informazioni da fornire all'utente sul sito ed il tipo di consenso da ricevere sono differenti a seconda di come vengono utilizzati i cookie, se servono solo per conteggiare gli accessi e fare statistiche o anche per profilare gli utenti ed associarli ad altre informazioni utili a scopi di business.

Un portale non aggiornato può incorrere facilmente in una sommatoria di sanzioni molto elevate, tutte a carico dell'intestatario del sito.

Le leggi vanno rispettate, tuttavia agli occhi di una utenza esperta, dopo aver verificato nella realtà come è applicata ed il comportamento degli utenti che ne consegue, la normativa sembra abbastanza iniqua e soprattutto inutile. 
Vediamo perchè:
  1. Il 90% delle persone non sa cosa sono i cookie e neanche dopo aver letto l'informativa capisce bene, sempre presupponendo che qualcuno la legga, ma non lo fa nessuno. Quindi ricevere il consenso con un click è come far firmare un documento a qualcuno incapace di intendere e di volere. 
  2. Nella realtà dei fatti, nessuno ma proprio nessuno dopo aver letto l'alert rinuncia alla navigazione di un sito che gli interessa, quindi averlo avvertito è inutile. Rinunciare alla navigazione vorrebbe dire chiudere il browser e tornare al pre-internet.  Quindi la normativa non tutela gli utenti, anzi fa il contrario: li obbliga ad approvare un qualcosa fuori dal loro controllo. 
  3. Sono 20 anni che si usano i cookie e le sessioni per la profilazione degli utenti su internet. Ora per difendere la privacy, invece di intervenire con chi ne fa un uso sbagliato, si pensa di risolvere con questo "bannerino" che compare ovunque. La sensazione è quella di un garante che, sentendosi impotente nel perseguire chi sfrutta indebitamente i dati delle persone, l'unica cosa che riesce a fare è quella di avvertire del pericolo;  è come quando invece di riparare una strada dissestata ci mettono un cartello posticcio per stare con l'anima in pace e poi "chissenefrega" di chi ci cade col motorino tanto "era stato avvertito". 
  4. Il 99% dei siti e portali su Internet fa uso dei cookie, quindi chi si collega potrebbe essere informato una volta per tutte. Perchè non farlo all'apertura del browser ? Possibile che sia necessario intervenire su milioni di siti e rovinarne la grafica con gli alert informativi ?
  5. La sanzione per non aver rispettato la normativa, qualora applicata, va a colpire l'intestatario del dominio/sito. E' vero che l'ignoranza non è prevista dalla legge, ma è certo che la maggior parte delle persone/aziende intestatarie non conoscono questa normativa perché non preventivamente informati in modo adeguato.  C'è chi ha fatto sviluppare il proprio sito web tanti anni fa, non ha un webmaster e non ha più contatti con chi l'ha sviluppato.
  6. Apportare le modifiche per rientrare nella normativa non è così facile come potrebbe sembrare, quindi implica dei costi da sostenere,
  7. La maggior parte dei cookie funzionali al business sono quelli di "terze parti", cioè quelli che vengono innestati quando nei siti ci sono i links per la ricondivisione sui social network. E' difficile anche per gli sviluppatori controllare questo aspetto, quindi perché non si è rivolta l'attenzione direttamente verso le "terze parti" cioè verso i soliti colossi di internet ?
La normativa ha sicuramente uno scopo giusto e condivisibile, possibile che non si sia riusciti a trovare una soluzione migliore ?



mercoledì 22 aprile 2015

Vuoi controllare le tue attività negli ultimi anni su Google e Youtube ?

Da qualche settimana, in verità senza pubblicizzarla troppo, Google ha reso disponibile una nuova funzionalità nell'ambito della iniziative di "trasparenza" che sta portando avanti nei confronti degli utenti probabilmente su invito degli organi di controllo internazionali, 

Questo strumento consente di visualizzare, scaricare su file ed eventualmente eliminare tutto lo storico delle attività svolte su Google, Maps e Youtube.

Quindi è possibile, in un modo molto semplice, rivedere e gestire tutte le search fatte negli ultimi anni  (testi e immagini), i siti raggiunti tramite il motore di ricerca, i luoghi visitati su Maps ed i video ricercati e visti su Youtube.

Oltre alla liste puntuali delle attività svolte giorno per giorno, sono presenti conteggi e statistiche arricchite da grafici molto semplici da interpretare.

Tutto ciò fa sicuramente pensare a quanto potere gestisca Google, il potere dato dalle informazioni, dalla conoscenza dei profili di miliardi di persone e delle loro abitudini.
Tutte cose ben conosciute da tempo che si tirano dietro argomenti importanti, molto discussi e controversi come la privacy, ma che fanno riflettere ancora di più dopo aver verificato con quale dettaglio e puntualità cronologica vengano archiviate tutte le attività di chi naviga su internet non solo da Google ma anche da altri network come Facebook, Twitter, Amazon, Yahoo, Apple o Microsoft.

Ma veniamo al dunque, come si fa a visualizzare la propria storia su Google ?

Molto semplice:
  • Effettuare l'accesso con il proprio account Google (GMail)
  • Andare su https://myaccount.google.com/ oppure dalla pagina del motore di ricerca fare click sull'icona del proprio profilo Google e poi click su Account (vedi immagine sottostante)


  • Nella pagina Impostazioni Account, trovare la sezione Strumenti Account e click su Cronologia Account (vedi immagine sottostante)


  • Nella successiva pagina Cronologia Account sono presenti i links Gestisci Cronologia per accedere a diversi archivi storici:  Attività sul Motore di ricerca, Spostamenti su Maps, Attività di ricerca e visualizzazione video su Youtube.  Come potete vedere dalle immagini successive tutto è spiegato in modo molto chiaro.  





  • Le immagini sottostanti sono un esempio delle pagine con le cronologie delle attività. 

Le tue ricerche ed attività di navigazione
    Video guardati su Youtube

    • Sono disponibili anche funzionalità per:
      • Eliminare definitivamente le informazioni selezionate
      • Scaricare la lista delle attività (vedi immagine sottostante)


    • In caso di richiesta di Scarico, i dati verranno preparati in formato Json su Google Drive ed vi verrà inviata un'email su GMail appena saranno disponibili.

    lunedì 1 dicembre 2014

    Siete dipendenti dall' Information Technology?


    Ho letto con interesse un articolo su Forbes dal titolo Are You Addicted to Information Technology?. È di un paio di anni fa ma parla di un argomento molto attuale, cioè di quanto le nostre abitudini siano ormai strettamente legate alla tecnologia, con un occhio particolare alla sicurezza.
    Mi ha dato spunto per alcuni commenti e considerazioni, che troverete alla fine, e quindi ho deciso di tradurlo in italiano per facilitarne la lettura e la condivisione.




    L'articolo: "Siete dipendenti dalla tecnologia dell'informazione ?"

    (libera traduzione da Are You Addicted to Information Technology? del 20/08/2012 di John Mariotti)

    Siete appassionati della tecnologia ?  Io si.
    Pensate anche voi che la tecnologia sia una cosa bellissima ? Io certamente si !
    Almeno fino al momento in cui qualcosa si rompe e smette di funzionare.
    Quando ciò accade, siamo costretti con le nostre abitudini a ritornare all'epoca delle vecchie tecnologie, dei vecchi telefoni fissi, della posta "lumaca" e a ricominciare a comunicare di persona.

    Quando l'information technology non funziona, ci manca terribilmente la facilità e la velocità di comunicazione (anche se impersonale), l'integrazione ("sincronizzazione") ed il veloce accesso alle informazioni che essa garantisce.

    Come abbiamo fatto in passato a farne a meno?
    In realtà ce la siamo cavata abbastanza bene, fino a quando non ne siamo diventati "dipendenti".
    Ora però ne siamo schiavi !

    Viviamo in un'epoca senza precedenti, di straordinaria connettività, di convergenza ed integrazione tra tutti i diversi tipi di tecnologia.
    I computer, collegati a smartphone e tablet, ci permettono di parlare, messaggiare, gestire email, scrivere e leggere blog, siti web, registrare e guardare podcast audio/video e di comunicare a distanza in modo molto più semplice, completo e veloce.

    Quando tutto funziona, (ammesso che ci sia stato l'impegno per capire come si usa), la tecnologia è una cosa meravigliosa, potente, abilitante e che fa risparmiare molto tempo.

    Vi ricordate l'ultima volta che siete andati in un negozio o in una stazione di servizio quando i sistemi non funzionano ? Potete acquistare qualcosa?
    Durante le interruzioni di corrente elettrica, i negozi possono restare aperti durante le ore diurne e, solo se la loro azienda lo consente, sono costretti a registrare le transazioni con carta e penna. In caso contrario, fino a quando i sistemi non tornano di nuovo on-line, vi diranno di tornare più tardi.

    Avete mai iniziato un viaggio quando i sistemi informatici della compagnia aerea sono spenti ?
    Risultato: il Caos ! I voli non possono essere gestiti, pianificati e prenotati, si ferma tutto.
    L'unica cosa da fare è sedersi ed aspettare.

    Che ne dite delle vostre preziose foto e/o video che avete caricato sul computer ? Se c'è un problema tecnico e si perdono c'è un modo per recuperare tutto ?
    Probabilmente no !  Peccato, avete appena conosciuto il lato oscuro della tecnologia.

    Se si pensa di inviare messaggini per incontrare qualcuno durante un grande evento come una partita di calcio con 100.000 spettatori, c'è una buona probabilità che i sistemi della società telefonica siano sovraccaricati e quindi non sia possibile usarli !
    Scegliete in anticipo l'orario e il luogo di incontro.

    Siamo assuefatti alla tecnologia ?
    Ci potete scommettere che lo siamo. Quando la nostra email o l'accesso ad internet non sono disponibili ci sentiamo persi. E' terribile.

    Ora, immaginate che il vostro telefono cellulare non funzioni e che non sia neanche possibile inviare messaggi, come diavolo si può fare per comunicare?
    La maggior parte delle persone penserebbe di usare un telefono fisso. Ma se anche questo non funzionasse, come potrebbe fare ?

    A molte persone in passato è capitato di avere l'email hackerata o il sito web rediretto.
    Tutti noi riceviamo spam e siamo stati vittime di tentativi di phishing (pratiche ingannevoli per ottenere informazioni private).
    Il furto di identità è un incubo tecnologico nuovo, ma succede spesso, troppo spesso.

    La nostra dipendenza dalla tecnologia non è completamente negativa, ma è pericolosa.
    Non sto suggerendo di diventare Luddisti, di tornare a comunicare solo a voce di persona o con testi scritti a mano. Nel mondo di oggi significherebbe disconnettere comunicazioni di vitale importanza.
    Tuttavia non bisogna sottovalutare i problemi che la nostra dipendenza dalla tecnologia solleva.

    Il più importante riguarda la sicurezza, si registra infatti un grande aumento dei tentativi di hackerare i sistemi per rubare l'accesso o i dati. Questi attacchi per alcuni tipi di sistemi si contano a milioni ogni giorno. Proprio così: milioni al giorno.
    Si può anche essere fiduciosi sul fatto il proprio sistema sia in grado di opporsi ad un paio di attacchi al giorno,  ma se si utilizzano le carte di credito, si è iscritti ai social network e si è attivi su Internet, la propria vulnerabilità cresce in modo esponenziale.

    Che cosa si può fare?
    1. Limitare l'esposizione sui social network.
    2. Eseguire il backup dei sistemi, non solo in automatico sul Cloud, ma anche personalmente.
    3. Utilizzare i migliori strumenti per la sicurezza (firewall, antivirus, ecc) e tenerli aggiornati.
    4. Prestare attenzione alle password, al loro aggiornamento (cambiamenti periodici) e alla loro robustezza. Non condividere le password con nessun altro, non importa chi.
    5. Essere consapevoli di quanto si è dipendenti dalla tecnologia e quindi crearsi più alternative da utilizzare caso di necessità. Aprire account di posta elettronica di backup, tenere un telefono fisso in aggiunta al vostro cellulare o telefono Internet.
    6. Sapere come contattare il proprio ISP (Internet Service Provider), quando ci sembra ci sia qualcosa di strano o di sbagliato.
    7. Imparare a trovare le pagine "preferenze e impostazioni" per la posta elettronica, la messaggistica e l'accesso al web, e capire come funzionano.
    8. Mantenere anche il backup cartaceo delle informazioni ritenute più critiche. Fatture, pagamenti, documenti legali e finanziari, numeri di telefono importanti e altre informazioni di contatto, ecc.
    9. Diventare più consapevoli che malware, furti informatici e cyber-terrorismo esistono. Stanno accadendo ora e la cosa peggiorerà. L'aumento dei dispositivi in rete aumenterà il rischio.
    10. Fare un elenco di emergenza con numeri di telefono e numeri di conto di tutti i fornitori di servizi: utenze, manutenzione, medici, avvocati, parenti, vicini di casa, e così via. Crearlo, memorizzarlo sul proprio computer ma dare anche copie delle stampate ai familiari diretti "in caso di emergenza".
    In questa epoca di dipendenza dalla tecnologia, non esiste un modo unico e semplice per proteggere i nostri dati e i nostri sistemi. Tutto quello che si può fare è fare tutto ciò che si sa che si dovrebbe fare, per poi sperare che tutto continui a funzionare.


    (John Mariotti è un dirigente di fama internazionale ed un autore premiato)


    Considerazioni

    Un breve articolo come questo non ha la presunzione di essere esaustivo, non è uno studio approfondito e probabilmente è stato scritto in poco tempo fornendo solo una visione parziale.
    Mi sembra che l'autore, sicuramente una persona competente, si sia soffermato molto su alcuni aspetti a discapito di altri ugualmente importanti.

    Fermo restando che tutte le cose che dice sono condivisibili, di seguito ne ho elencate altre che avrei evidenziato:

    • Si fa riferimento al disagio che si ha quando si rimane scollegati da internet, argomento che avrebbe meritato un maggiore approfondimento. Il termine Nomofobia forse 2 anni fa non era ancora molto noto.
    • Si parla molto dei pericoli che possono arrivare dall'esterno quando si è collegati in rete, ma non si accenna ai danni che ci si può procurare da soli se non si utilizza con attenzione la tecnologia. La causa più frequente della perdita di dati è dovuta all'errore umano, magari alla banale cancellazione di un file o di una directory per una disattenzione.
    • Vengono giustamente messi in evidenza i pericoli che si corrono usando le carte di credito su Internet. Non si dice però che percentualmente il rischio di clonazione è maggiore quando si fanno acquisti nei negozi normali o quando si fanno prelievi da sportelli bancomat "tarocchi".  Non si parla della possibilità di usare carte prepagate e paypal per limitare i rischi.
    • Analogamente, il furto dei dati personali e di identità sono all'origine di truffe anche nella vita outline.
    • Fare elenchi con informazioni importanti e distribuirle in giro (vedi punto 10) è il modo migliore per perdere la propria privacy. Non si sa mai in mano a chi possono andare.
    • Ci sono suggerimenti fondamentali per salvaguardare la sicurezza ma mancano alcuni strumenti importantissimi che è opportuno utilizzare:
      • Impostazione delle soglie e degli alert via SMS e via email sui siti che lo consentono (tipicamente carte e banche);
      • Programmi e APP con cui in caso di smarrimento o di furto è possibile localizzare gli smartphone ed eventualmente cancellare i dati contenuti;
      • Controllo della lista IP delle ultime connessioni al proprio account sulle applicazioni che forniscono il servizio.



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